martedì 25 maggio 2010 dalle ore 10:00 alle ore 12:00 visita della torre abaziale dell'antico monatsero di San Zeno e della chiesa di San Procolo. Appuntamento a San Zeno con partenze ogni Ogni 30 minuti. Visita guidata alla Torre dell'Abazia, alla sala del capitolo, al Sacello di San Benedetto e alla paleocristiana chiesa di San Procolo. Ingresso: piccolo contributo e prenotazione. Guided tour - Gefahrte Besichtigung.
PARROCCHIA DI SAN ZENO CTG VERONA 045 8004592 www.veronactg.org
fino a domenica 30 maggio 2010, chiesa di San Giorgeto, piazza Santa Anastasia
L'evento “Kulturstadt München, Kulturlandschaft Bayern” (Monaco città culturale - Baviera regione culturale) è organizzato dall’Istituto di Cultura Italo-Tedesca/Goethe-Zentrum in collaborazione con l’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Verona e la Landestelle für die nichtstaatlichen Museen in Bayern, in occasione del 50° anniversario del gemellaggio tra Verona e Monaco.
“Una mostra di musei – ha spiegato l’assessore alla Cultura Erminia Perbellini – per far conoscere ed apprezzare le ricchezze culturali della città di Monaco e di tutta la Baviera, che conta oggi complessivamente 1264 musei di cui 50 nella sola capitale”. Il primo censimento dei musei bavaresi fu effettuato nel 1908, con 133 musei registrati di cui risulto il più antico la galleria di Schloß Schleißheim fondata nel 1722. Alla mostra sarà possibile acquistare un manuale che raccoglie tutti i musei bavaresi esistenti, descrivendone la storia e l’indirizzo.
La mostra è aperta al pubblico nelle giornate di mercoledì, giovedì e venerdì dalle 14 alle 18; il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.
Spazio per la vendita di mobili, luci, tappeti e oggetti di modernariato, aperto da pochi mesi, Cargo20 è anche una galleria d’arte. Sabato 8 maggio 2010 alle ore 18,30 inaugurazione, con presentazione di Maria Lucia Ferraguti, della personale di Marta Petrucci, artista nata a Valdagno (VI) dove vive e lavora, laureata in lettere, indirizzo artistico all'Università di Padova con il Professor Lionello Puppi.
La passione per la pittura ad olio la accompagna da sempre: dapprima opta per il figurativo e poi, pian piano, i soggetti sulla tela si sfaldano, si sfilacciano, diventano irriconoscibili e giungono ad un’astrazione fondata su un equilibrio geometrico e cromatico straordinario. Colpisce la lucidità dei suoi occhi quando descrive i suoi dipinti: sono frutto di una pura fatica fisica, le «sembra di cementare», quasi avesse una cazzuola e non un pennello tra le mani. Nessun bozzetto né disegni preparatori. I suoi dipinti sono un lento costruire, un prudente comporre mediante strutture in divenire che prendono forma accostando tonalità vicine o in contrasto tra loro. Un procedimento che ricorda la “dissonanza compositiva” messa in atto da Kandinskij e, come l’artista russo, Marta Petrucci decide di intitolare i suoi dipinti “composizione”, con un numero a contrassegnarli. La pennellata