Linda_Avesani_ppSi avvicina il 24 aprile 2016, la domenica in cui si terrà la terza edizione di TEDxVerona. News e comunicati stampa ci aggiornano sui dodici relatori protagonisti di questa edizione. Al momento in cui scriviamo sono stati resi noti alcuni nomi: il rugbista Mauro Bergamasco, il fisico Giovanni Andrea Prodi, l'esperta di marketing digitale Domitilla Ferrari, Marco Ceriani studioso di nuova alimentazione e la ricercatrice presso il Dipartimento di Biotecnologie dell'Università di Verona Linda Avesani.
Naturalmente chi decide di partecipare all'evento acquista il biglietto a scatola chiusa, appena si aprono le prenotazioni. TEDx è un format rigoroso che ha come scopo quello di organizzare annualmente conferenze dedicate alle "idee che meritano di essere diffuse". Una delle caratteristiche è che gli speaker devono "saper raccontare" le loro storie/teorie/risultati in circa 18 minuti, e con un linguaggio comprensibile anche ai non esperti.
 
Abbiamo partecipato ad entrambe le prime due edizioni e facciamo fatica a fare una personalissima graduatoria. Ognuno aveva qualcosa di speciale. In qualche caso la nostra preferenza era condizionata dall'argomento vicino ai nostri interessi, in altri era la capacità dell'oratore di aprirci su nuovi saperi e nuovi mondi. Abbiamo riscontrato una consumata professionalità unita ad una assoluta disinvoltura nel look dei vari protagonisti. Nessuno sfoggiava mise eleganti. Pochi avevano optato per il "vestito buono". Nella maggior parte dei casi sembrava avessero appena tolto il camice, fossero appena usciti dal laboratorio o dalla sala prove senza passare da casa. Anche questo è TEDxVerona.
 
Come esempio dei relatori che si alterneranno sul palco della Gran Guardia scegliamo la veronese Linda Avesani (nella foto), la seconda presenza femminile tra i nomi finora svelati. Dal 2000 si occupa di studiare le piante come sistemi per la produzione di molecole di interesse terapeutico, potenzialmente utilizzabili come vaccini. Ha partecipato a progetti europei e ha coordinato progetti nazionali di ricerca per lo sviluppo di metodi innovativi nell'utilizzo delle piante come bio-fabbriche. É anche fondatrice di Officina Biotecnologica, start-up nell'ambito delle biotecnologie.
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