Inaugurazione venerdì 2 febbraio 2007


Cinquanta sculture in ferro che sembrano uscite dai bassifondi della storia. Sergio Billi ha girato per anni nei cimiteri del trovarobato e dei ferri-vecchi, raccogliendo oggetti ormai consumati dall'uso e logorati dalla ruggine (zappe, falci, chiodi): poi li ha assemblati e saldati fino a conseguire un’armata di figure che assomigliano un po’ a guerrieri e un po’ a simboli tribali.

Nella sua costruzione l’artista non ha voluto perdere il senso del relitto, ma nel contempo ha cercato di innalzarlo a fregio, a trofeo. Per cui si è venuta a creare una sottile parabola del fare e disfare, dell’aggregare e disgregare o, detto in altri termini, un rapporto paradossale tra forma e informe, tra barbarico e colto, tra primitivo e sofisticato. Non a caso in catalogo, Luigi Meneghelli scrive - l’oggetto è ancora riconoscibile, nominabile, ma spogliato dei suoi contrassegni funzionali diventa anche altro: una parte anatomica, uno scudo, una spada”. Un essere arcimboldesco che fa nascere il fantastico dal noto, l’unitario dall'addizione delle parti. Così, ogni scultura non mira solo a recuperare miti arcaici, iconografie totemiche, ma anche a rappresentare una ironica “recherche” del tempo perduto, un divertito mausoleo di immagini del profondo.

nella foto Luigi Meneghelli e Sergio Billi foto Antonella Anti Studio Click

 





Data inizio: 01-02-2007
Data fine: 18-02-2007
Orario: dalle 16.00 alle 19.30 chiuso: lunedì
Luogo: SpazioArte Pisanello Giardino Chiesa S. Fermo
Indirizzo: Stradone S. Fermo
Telefono: 045 8034474
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