Begnoni_Artemisia8 - 23 maggio 2010, Oratorio Chiesa S. Martino Vescovo, Piazza del Popolo, 23, San Martino Buon Albergo (VR) Orario apertura:  ven - sab dalle 18.00 alle 20.00, dom dalle 10.00 alle 12.00. Su prenotazione negli altri giorni telefonando al numero 3771938335 oppure scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   www.art-emisia.it

inaugurazione sabato 8 maggio 2010 ore 16,00

Ombre di superficie è il titolo della mostra dedicata all’artista Renato Begnoni e promossa
dall’Associazione culturale Artemisia presso l’Oratorio della chiesa di San Martino Buon Albergo di Verona.
L’oratorio è stato trasformato per l’occasione in un piccolo sacello, capace di accogliere 5 opere
fotografiche che l’artista ha interamente dedicato al tema del sacro. E’ un piccolo luogo intimo ideale per la meditazione su temi importanti quali l’umanizzazione del sacro e la sua persistenza visionaria nei luoghi della vita.
La mostra propone, attraverso un’osservazione attenta all’espressività del corpo, alcuni momenti della vita di Gesù, colti nel degrado e nell’abbandono di luoghi privi d’identità sociale. Il suo volto emerge come l’Acheropita dal sudario dei muri scrostati delle periferie urbane, dove trova un dialogo con gli emarginati di oggi.

Il muro appare come una pelle, una superficie tatuata di storia rituale nella quale riemerge il culto
antico dell’immagine. Sono presenze diverse che abitano lo stesso luogo; non sono nè il tempo, né la memoria fautori dell’incontro, ma la visione.
Renato Begnoni costruisce immagine su immagine, attingendo ispirazione dal cinema e dalle arti
visive in generale. Ne esce una nuova poetica costruita attraverso superfici molto simili alla pittura
dove i ritocchi di colore’ apportati manualmente, hanno la stessa preziosità dei primi dagherrotipi.
La mostra presenta due opere inedite come la “passione” e la “deposizione” nelle quali l’artista
incontra i grandi capolavori del passato quali la trinità di Masaccio e il Cristo morto del Mantegna. Le opere stabiliscono subito un contatto forte sia con la storia che con la contemporaneità.
Nella deposizione la poetica del muro, come sudario, vede emergere frammenti di affresco dove
l’immagine sacra della crocefissione si pone sopra ad un corpo adagiato nel vuoto. Il volto bendato
rende neutra l’identità e nel contempo suggerisce la possibilità di identificazione da parte di chiunque osservi questa visione. Se da una parte la morte si pone sotto la speranza di salvezza che è stata data da un sacrificio divino, dall’altra si percepisce chiaramente una denuncia alle ingiustizie umane che ancor oggi vengono perpetrate a scapito della verità.
Ogni uomo trova in queste immagini le istanze del proprio sacrificio e la volontà di affermare la propria presenza come valore umano e sociale imprescindibile dalla propria dignità.

La mostra " Ombre di superficie" di Renato Begnoni è patrocinata da: Confindustria Verona Gruppo Giovani Comune di San Martino Buon Albergo Assessorato alla Cultura



BIOGRAFIA
L’artista veronese Renato Begnoni , tra i più importanti fotografi italiani, è nato
a Villafranca dove vive e opera.
Impegnato da diversi anni nella fotografia di ricerca, ha esposto in qualificati
spazi pubblici in Italia e all'estero (Francia, Polonia, Argentina, Canada, USA,
Principato di Monaco, Germania e URSS).
Nel 1995 è stato invitato alla 56° Biennale di Venezia. Le sue opere sono state
pubblicate sulle riviste: Zoom, Flash Art, L'Europeo, Foto-graphia, European
Photography, Fotologia, Fotostorica, Kult, Sette, Corriere della Sera, AD, Goya...
Alcuni lavori sono conservati al Museo Ca' Pesaro-Bevilacqua la Masa di
Venezia, al Museo Alinari di Firenze, alla Bibliothèque Nationale de France di
Parigi, al Fotoforum Museum of Modern Art di San Francisco (USA), alla
Fondazione CR patrimonio artistico del 900 di Venezia.
Nel 1997 a Vancouver in Canada, rappresenta l'Italia come giovane artista per
la fotografia contemporanea.
Il suo lavoro è inserito nella storia della fotografia come maestro del colore nel
Dossier di Progresso Fotografico “I maestri della fotografia in Italia 1900/1990”,
(1991); “Segni di luce, la fotografia italiana contemporanea”, (1993) e nel libro
“Il fotografo-mestiere d'arte”, (2003). Nel 2002 riceve il premio nazionale di
fotografia Friuli Venezia Giulia.
Nel 2009, dopo aver esposto in Canada e in Germania, è invitato a
partecipare ad un tour di esposizioni in Russia, da San Pietroburgo a Mosca
con la mostra fotografica “Italia 1946-2006, dalla Ricostruzione al Nuovo
Millennio”, mentre a Genova ai Musei Nervi di Villa Grimaldi, ha presentato 20
opere in multiproiezione.
Il 2010 si apre a Venezia, alla Fondazione Bevilacqua la Masa, con l'esposizione
“Il furore delle immagini”, archivio storico di Italo Zannier (Fondazione di
Venezia) e proseguirà poi a Monaco di Baviera con la partecipazione alla
collettiva dedicata a Toto'.
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