La fotografia di Nobuyoshi Araki
21-09-2017
03-12-2017

La fotografia di Nobuyoshi Araki

Personale a cura di Filippo Maggia alla Fondazione Bisazza di Vicenza del maestro giapponese Nobuyoshi Araki, controverso fotografo contemporaneo. Nudi femminili, composizioni floreali, scorci cittadi ...

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Con la mostra dal titolo “Bruno Murari: Aria | Terra” (9 aprile 2017 - 10 gennaio 2018) continua la proposta di esposizioni a Palazzo Pretorio di Cittadella (Padova) in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova.

Bruno Munari (Milano, 1907 – 1998) ha sempre affrontato con umiltà le possibilità creative della pittura, della grafica, del design, ecc. con l'obiettivo di trasformare il suo lavoro in “una sorta di viaggio esperienziale”.

Sosteneva l’utilizzo di metodologie oggettive e trasmissibili per porre chiunque nella condizione di comprendere i processi creativi. Quasi cinquant’anni fa Munari si chiedeva: «L’arte, che un tempo era privilegio di pochi uomini sta diventando una espressione possibile a ciascuno di noi? Si sta riducendo positivamente la distanza tra l’artista e l’uomo normale?» (Artista e designer, 1971).

In questa mostra il suo lavoro è proposto all'insegna di due aree. Aria dove prevale la leggerezza fisica e mentale, l’evoluzione spaziale e concettuale che sembrano non richiedere sforzo, come in assenza di gravità, dove troviamo alcune tra le più significative opere di Munari, accompagnate dai disegni progettuali, raggruppate in sette nuclei tecnici e tematici.

Terra dove la leggerezza delle opere si traduce in fare con l’obiettivo di divulgare i risultati ben oltre l’ambito ristretto dell’arte, intesa come privilegio esclusivo, elitario, per

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Anna_Maria_Maiolino_Entrevidas_Between_Lives_dalla_serie_Photopoemaction_pp
17 aprile - 12 giugno 2016, Padiglione d'Arte Contemporanea di Ferrara Artiste dall'America Latina, un percorso di ricerca ed esplorazione della creatività femminile internazionale.
 
Da sempre attenta al rapporto fra arte e la società contemporanea, la Biennale Donna intende concentrarsi sulle questioni socioculturali, identitarie e geopolitiche che
influenzano i contributi estetici dell'odierno panorama delle donne artiste. In tale direzione, la rassegna di quest'anno dal titolo "Silencio Vivo" ha scelto di spostare il proprio baricentro sulla multiforme creatività latinoamericana, portando a Ferrara alcune delle voci che meglio rappresentano questa eccezionale pluralità espressiva: Anna Maria Maiolino (Italia- Brasile, 1942), Teresa Margolles (Messico, 1963), Ana Mendieta (Cuba 1948 – Stati Uniti 1985) e Amalia Pica (Argentina, 1978).

Ana Mendieta, una delle più incisive figure di questo vasto panorama artistico, è presente con un nucleo di opere che ne esaltano l'inconfondibile impronta sperimentale, dalle note Siluetas alla documentazione fotografica delle potenti azioni performative risalenti agli anni '70 e primi '80. Al centro, l'intreccio di temi a lei sempre cari, quali la costante ricerca del contatto e il dialogo con la natura, il rimando a pratiche rituali cubane, l'utilizzo del sangue – al contempo denuncia della violenza, ma anche allegoria del perenne binomio vita/morte – o l'utilizzo del corpo come contenitore dell'energia universale.
 
Il corpo come
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Isolde_Bil_Viola
17 ottobre 2015 - 10 gennaio 2016, Palazzo Magnani, Reggio Emilia,
In esposizione due sole opere ma straordinarie: l'Ascensione di Isotta (La forma della luce nello spazio dopo la morte) del 2005 di Bill Viola  e la Santa Maria Maddalena Portata in cielo dagli angeli (1616 ca) del maestro emiliano Giovanni Lanfranco, un evento dal forte potere evocativo che intende esaltare il rapporto inscindibile tra arte antica e moderna.
La relazione e il dialogo tra l'Ascensione di Isotta di Bill Viola e l'Assunzione di Lanfranco sono ravvisabili su due piani: quello compositivo e quello semantico. Del resto è noto come Bill Viola, uno dei massimi artisti contemporanei di video art, nella costruzione della sua narrazione per immagini, tragga chiara ispirazione stilistica e compositiva propriamente dalle opere degli artisti italiani del Rinascimento. La video installazione presenta pertanto il percorso di Isotta, la sua ricerca di unione con l'amato attraverso la morte. Nell'immagine ottenuta da Viola sono rintracciabili evidenti tracce dell'iconografia dell'arte cristiana del Rinascimento e del manierismo.
 
La composizione della Maddalena di Lanfranco si fonda sul contrasto tra il realistico e "terreno" nudo della Santa sorretta da putti, da un lato e, dall'altro, il cielo dominato da forti contrasti chiaroscurali e da fredde tonalità cromatiche. L'opera dunque manifesta una intensa dimensione ultraterrena insieme
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Fotografia_Europea_2015

15 maggio – 26 luglio 2015 / sedi varie.

Il tema scelto per l'edizione 2015 è "Effetto Terra". Per vivere intensamente "Fotografia Europea" il consiglio è di partecipare alle giornate inaugurali (ma questo suggerimento può servire per le prossime edizioni!). Comunque è sempre interessante e piacevole una visita alla manifestazione che chiude il 26 luglio. Le varie sedi sono ben segnalate e il fine settimana gli orari di apertura serali vengono prolungati. Le mostre

organizzate per questa edizione che si sovrappone all'Expo si interrogano sul rapporto delle tematiche EXPO con la fotografia non solo rispetto alla sua funzione di rappresentazione e di documento, quanto anche con l'ambizione dell'originalità, del rinnovamento, della peculiarità. I mezzi, i modi, le iconografie sono cambiate enormemente negli ultimi decenni e con essi gli immaginari e le riflessioni. La velocità, la connessione, la "liquidità" fanno sempre più da contrappunto ai ritmi, alle relazioni, alla solidità che la terra comunica.

Un primo aspetto riguarda la rappresentazione del pianeta. Quale nuova geografia ci può consegnare oggi la fotografia? Esiste ancora una contrapposizione tra natura e artificio? Tra memoria e novità, tra tradizione e futuro? Luoghi nuovi, nuovi modi di rappresentare, nuovi immaginari e nuove manipolazioni dell'immagine aprono non solo verso inedite prospettive ma anche ad una diversa considerazione del passato.

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Ai_Weiwei_Palazzo_Te_Mantova
dal 7 marzo al 6 giugno 2015, Palazzo Te a Mantova
Ai Weiwei ha scelto l'Italia e la meravigliosa cornice di Palazzo Te a Mantova per stupire ancora una volta il pubblico internazionale con la sua arte visionaria, spiazzante, carica di rabbia e impegno civile. La mostra dal titolo "Il giardino incantato" è un viaggio attraverso 46 opere inedite del più noto artista cinese contemporaneo composte appositamente per questa occasione.
Un'esposizione in bilico tra libertà d'espressione e diritti umani, genio ed eccesso, tradizione e modernità, che si confronta con il Rinascimento italiano in uno dei suoi monumenti simbolo, Palazzo Te.
La mostra, ideata da Origini, (di EBLand Srl, Presidente Paolo Mozzo), organizzata in collaborazione con il Comune di Mantova, è curata da Sandro Orlandi Stagl e Mian Bu, con il supporto di Being 3 Gallery di Pechino. In esposizione anche le creazioni dei due artisti che da anni collaborano con Ai Weiwei in diversi progetti, Meng Huang e Li Zhanyang, che per l'occasione ha realizzato una installazione in cui Ai Wei Wei è protagonista con la scultura di se stesso, oltre ad altre cinque sculture che troveranno collocazione nelle varie stanze di Palazzo Te.

 

Note biografiche
Ai Weiwei, 57 anni, cinese, è il figlio del poeta Ai Qing. Si è diplomato
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