Isolde_Bil_Viola
17 ottobre 2015 - 10 gennaio 2016, Palazzo Magnani, Reggio Emilia,
In esposizione due sole opere ma straordinarie: l'Ascensione di Isotta (La forma della luce nello spazio dopo la morte) del 2005 di Bill Viola  e la Santa Maria Maddalena Portata in cielo dagli angeli (1616 ca) del maestro emiliano Giovanni Lanfranco, un evento dal forte potere evocativo che intende esaltare il rapporto inscindibile tra arte antica e moderna.
La relazione e il dialogo tra l'Ascensione di Isotta di Bill Viola e l'Assunzione di Lanfranco sono ravvisabili su due piani: quello compositivo e quello semantico. Del resto è noto come Bill Viola, uno dei massimi artisti contemporanei di video art, nella costruzione della sua narrazione per immagini, tragga chiara ispirazione stilistica e compositiva propriamente dalle opere degli artisti italiani del Rinascimento. La video installazione presenta pertanto il percorso di Isotta, la sua ricerca di unione con l'amato attraverso la morte. Nell'immagine ottenuta da Viola sono rintracciabili evidenti tracce dell'iconografia dell'arte cristiana del Rinascimento e del manierismo.
 
La composizione della Maddalena di Lanfranco si fonda sul contrasto tra il realistico e "terreno" nudo della Santa sorretta da putti, da un lato e, dall'altro, il cielo dominato da forti contrasti chiaroscurali e da fredde tonalità cromatiche. L'opera dunque manifesta una intensa dimensione ultraterrena insieme
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Fotografia_Europea_2015

15 maggio – 26 luglio 2015 / sedi varie.

Il tema scelto per l'edizione 2015 è "Effetto Terra". Per vivere intensamente "Fotografia Europea" il consiglio è di partecipare alle giornate inaugurali (ma questo suggerimento può servire per le prossime edizioni!). Comunque è sempre interessante e piacevole una visita alla manifestazione che chiude il 26 luglio. Le varie sedi sono ben segnalate e il fine settimana gli orari di apertura serali vengono prolungati. Le mostre

organizzate per questa edizione che si sovrappone all'Expo si interrogano sul rapporto delle tematiche EXPO con la fotografia non solo rispetto alla sua funzione di rappresentazione e di documento, quanto anche con l'ambizione dell'originalità, del rinnovamento, della peculiarità. I mezzi, i modi, le iconografie sono cambiate enormemente negli ultimi decenni e con essi gli immaginari e le riflessioni. La velocità, la connessione, la "liquidità" fanno sempre più da contrappunto ai ritmi, alle relazioni, alla solidità che la terra comunica.

Un primo aspetto riguarda la rappresentazione del pianeta. Quale nuova geografia ci può consegnare oggi la fotografia? Esiste ancora una contrapposizione tra natura e artificio? Tra memoria e novità, tra tradizione e futuro? Luoghi nuovi, nuovi modi di rappresentare, nuovi immaginari e nuove manipolazioni dell'immagine aprono non solo verso inedite prospettive ma anche ad una diversa considerazione del passato.

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Ai_Weiwei_Palazzo_Te_Mantova
dal 7 marzo al 6 giugno 2015, Palazzo Te a Mantova
Ai Weiwei ha scelto l'Italia e la meravigliosa cornice di Palazzo Te a Mantova per stupire ancora una volta il pubblico internazionale con la sua arte visionaria, spiazzante, carica di rabbia e impegno civile. La mostra dal titolo "Il giardino incantato" è un viaggio attraverso 46 opere inedite del più noto artista cinese contemporaneo composte appositamente per questa occasione.
Un'esposizione in bilico tra libertà d'espressione e diritti umani, genio ed eccesso, tradizione e modernità, che si confronta con il Rinascimento italiano in uno dei suoi monumenti simbolo, Palazzo Te.
La mostra, ideata da Origini, (di EBLand Srl, Presidente Paolo Mozzo), organizzata in collaborazione con il Comune di Mantova, è curata da Sandro Orlandi Stagl e Mian Bu, con il supporto di Being 3 Gallery di Pechino. In esposizione anche le creazioni dei due artisti che da anni collaborano con Ai Weiwei in diversi progetti, Meng Huang e Li Zhanyang, che per l'occasione ha realizzato una installazione in cui Ai Wei Wei è protagonista con la scultura di se stesso, oltre ad altre cinque sculture che troveranno collocazione nelle varie stanze di Palazzo Te.

 

Note biografiche
Ai Weiwei, 57 anni, cinese, è il figlio del poeta Ai Qing. Si è diplomato
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Subodh_Gupta_Dada_2014_Expo_Milano_2015

 

10 aprile – 1° novembre 2015, Padiglione Arts & Foods, spazi interni ed esterni della Triennale

Una raccolta e un viaggio nel tempo che rifletterà creativamente il tema dell'Esposizione Universale di Milano, "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita", attraverso centinaia e centinaia di opere, oggetti e documenti provenienti da musei, istituzioni pubbliche e private, collezionisti e artisti da tutto il mondo.

Il progetto espositivo "Arts & Foods", a cura di Germano Celant, metterà a fuoco la pluralità di linguaggi visuali e plastici, oggettuali e ambientali che dal 1851, anno della prima Expo a Londra, fino ad oggi hanno ruotato intorno al cibo, alla nutrizione e al convivio. Una panoramica mondiale sugli intrecci estetici e progettuali che hanno riguardato i riti del nutrirsi e una mostra internazionale che farà ricorso a differenti media così da offrire un attraversamento temporale, dallo storico al contemporaneo, di tutti i livelli di espressività, creatività e comunicazione espressi in tutte le aree culturali.

Nei quasi 7.000 metri quadrati tra edificio e giardino della Triennale con una prospettiva stratificata e plurisensoriale  e con l'allestimento  dello Studio Italo Rota, "Arts & Foods" cercherà di documentare gli sviluppi e le soluzioni adottate per relazionarsi al cibo, dagli strumenti di cucina alla tavola imbandita e al picnic, dalle articolazioni pubbliche

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24 gennaio - 14 giugno 2015, Palazzo Martinengo, Brescia
L'esposizione offre al pubblico l'occasione di compiere un viaggio alla scoperta della rappresentazione del cibo e degli alimenti nelle varie epoche storiche, attraverso oltre 100 opere di maestri dell'arte antica quali Campi, Baschenis, Ceruti, Figino, Recco, e di quella moderna e contemporanea, da Magritte a de Chirico, da Manzoni a Fontana, a Lichtenstein, fino a Andy Warhol.
 
La mostra di Brescia segna il forte legame che unisce il cibo alle arti figurative e coniuga la tradizione enogastronomica con la cultura artistica italiana, in un arco temporale di oltre quattro secoli offrendo un ulteriore approfondimento degli argomenti che affronterà da Expo 2015, il cui tema è "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita".
 
Promossa dall'Associazione Amici di Palazzo Martinengo, con il patrocinio della Provincia di Brescia, Regione Lombardia e di EXPO 2015, e curata da Davide Dotti coadiuvato da un comitato scientifico internazionale, la rassegna, conduce il pubblico in un lungo ed emozionante viaggio attraverso le diverse correnti pittoriche succedutesi nel corso del tempo – dal Barocco al Rococò, dal Romanticismo ottocentesco alle avanguardie del Novecento – per apprezzare le varie iconografie correlate alla rappresentazione del cibo che gli artisti hanno affrontato con estro e originalità.
 
Il percorso espositivo, ordinato secondo un
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robert_pettena_montagna_sipe_nobel

6 dicembre 2014 - 1 marzo 2015 - Palazzina dei Giardini, Corso Canalgrande, Modena

Curata da Marco Pierini, coprodotta con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, realizzata con il patrocinio del Comune di Spilamberto, la mostra presenta, per la prima volta nel nostro Paese, un'ampia ricognizione fotografica compiuta sui siti SIPE-Nobel del territorio italiano dal fotografo Robert Pettena. Noto come l'ideatore dell'omonimo premio, Alfred Nobel fu anche e soprattutto l'inventore della dinamite, da lui brevettata nel 1867. Da questi elementi ha inizio un'avvincente indagine sulla storia e sui paradossi di una
delle figure più complesse del secondo Ottocento: inventore, imprenditore e filantropo. In mostra una selezione di circa 50 foto e una documentazione di varia natura (foto, disegni, materiale d'archivio).
 
Il lavoro fotografico di Pettena mette in risalto il valore compositivo delle architetture industriali di fine Ottocento e primo Novecento e le loro caratteristiche d'integrazione sul territorio, spesso ottenuta mediante una sorta di camouflage con la vegetazione, soprattutto allo scopo di evitare i bombardamenti aerei.
"L'occhio dell'artista – scrive Marco Pierini nel testo in catalogo – osserva quasi clandestinamente l'aspetto odierno delle fabbriche e se indugia sullo stato d'abbandono delle costruzioni non è con l'intento di andare alla riscoperta di un anacronistico gusto per la rovina, ma per segnalare l'eccezionalità di luoghi
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