Capogiro
9 giugno - 22 luglio 2012  - Alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea della Repubblica di San Marino l’esposizione dal titolo Capogiro, curata dalle studiose Cristina Calicelli e Sara Ugolini, ruota intorno all’immagine della testa, uno dei soggetti preferiti della storia dell’arte che fin dall’antichità l’ha trasformata nel modulo di riferimento di tutte le porzioni corporee, nella protagonista di truculenti martiri e decapitazioni, oppure nella trasposizione scultorea di un ritratto fisionomico e nell’emblema dell’identità individuale. Ma ci sono altre funzioni, forme e significati che la testa contiene e propone. Entusiasmati dalla possibilità di appellarsi a questi molteplici sguardi si è deciso di accostare a materiali di provenienza medica i lavori di autori riconosciuti e apprezzati a livello internazionale, e quelli di giovani artisti contemporanei, alle cui visioni – altrettanto suggestive – la critica ha attribuito spesso l’epiteto di “irregolari”. In mostra saranno presenti opere provenienti dai principali atelier italiani (Adriano e Michele, Alce in Rosso, Blu Cammello, La Manica Lunga - officina creativa, La Tinaia) e dall’atelier belga La “S” Grand Atelier di Vielsalm, da alcune collezioni private e dal Museo delle Culture di Lugano, una delle istituzioni più autorevoli nel campo dell'antropologia dell'arte. La mostra è corredata da un catalogo edito da Grafiche Damiani con testi di Cristina Calicelli, Paolo Maiullari e Sara Ugolini.
Artisti:
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Maganzini

23 giugno - 2 settembre 2012 - Museo MAG, Riva del Garda (TN)  In occasione del ritrovamento di più di 1000 suoi disegni inediti, il MAG, nelle sedi di Palazzo dei Panni a Arco e della Rocca a Riva del Garda, propone una rivisitazione dell'opera di Maganzini (nato a Riva del Garda nel 1894 e morto a Firenze nel 1965), con una particolare attenzione alla scomposizione futurista e alla successiva rappresentazione figurativa del reale. L'estroso artista nei biglietti da visita si presentava come "Umberto Maganzini TrilluciIntuista - Futurista".

Dopo l'importante mostra monografica tenutasi nel 1986 nelle sale della Rocca di Riva del Garda, il progetto Umberto Maganzini e il futurismo illustra nei due spazi espositivi del Museo Alto Garda il percorso dell'artista rivano prendendo in considerazione i momenti più importanti della sua attività: dall'esperienza futurista alla ritrovata rappresentazione del reale che dagli anni Trenta caratterizza il suo lavoro.

Dagli studi per le scomposizioni e per le forme astratte, le sintesi teatrali e le tavole parolibere, realizzati tra gli anni Dieci e Venti con lo pseudonimo Trilluci, è nel decennio successivo che l'artista, elaborando gli insegnamenti delle avanguardie storiche, ritorna alla figurazione. Figure e paesaggi, eseguiti con la tecnica dell'acquerello, rappresentano preziose testimonianze della cultura italiana di quegli anni.

Una ventina tra disegni e sculture di

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On-Videos-for-hours-and-hours

Sabato 19 maggio 2012 dalle ore 20.30 presso la galleria Arte Boccanera, Trento, avrà luogo una nuova serata interamente dedicata alla videoarte.

Screening di video partecipanti a Videoart Yearbook, progetto che raccoglie le ultime e piu' avanzate produzioni video realizzate nel panorama artistico italiano. Tra gli autori Bianco-Valente, Giovanna Ricotta, Botto&Bruno.

A cura di: Renato Barilli, Alessandra Borgogelli, Paolo Granata, Silvia Grandi

Dopo il grande successo di pubblico riscontrato in occasione del primo appuntamento di 'On Videos for hours and hours' con le proiezioni realizzate in collaborazione con VisualContainer di Milano, Arte Boccanera ospita il progetto "Videoart Yearbook - L'annuario dclla videoarte italiana".

Videoart Yearbook è un programma di studio e divulgazione del Dipartimento di Arti Visive dell'Università di Bologna avviato nel 2006 da un gruppo di ricerca formato da Renato Barilli, Alessandra Borgogelli, Paolo Granata, Silvia Grandi, Fabiola Naldi e Paola Sega.

L'intento di questi curatori è quello di far comprendere il fenomeno in cui l'evoluzione dell'immagine in movimento e l'avanzare delle più sofisticate tecniche di manipolazione video impongono oggi una riflessione sistematica sulle modalità con cui questo complesso insieme di fattori influenza le forme espressive della sperimentazione artistica contemporanea.

Videoart Yearbook si offre come un'attenta ricognizione della videoarte contemporanea; una campionatura ragionata che raccoglie le ultime e più avanzate produzioni video

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bramantino15 maggio – 25 settembre 2012

L'esposizione dell'artista che sfidò Leonardo si articola nelle due grandi Sale del Castello Sforzesco che ospitano già importanti lavori dell'artista: la Sala del Tesoro dove domina l'Argo, il grande affresco realizzato intorno al 1490 e destinato a vegliare sul tesoro sforzesco, e la soprastante Sala della Balla, che accoglie i dodici arazzi della collezione Trivulzio, acquisiti dal Comune nel 1935.

"Con la mostra sul Bramantino il Comune di Milano realizza, con assoluta autonomia di mezzi e di gestione – non accadeva da 20 anni – una mostra che valorizza lo straordinario patrimonio milanese di opere lasciateci da un autore su cui si sta concentrando l'attenzione della storiografia critica internazionale. Con il Bramantino al Castello Sforzesco – ha detto l'assessore alla Cultura Stefano Boeri – inauguriamo un nuovo corso della stagione espositiva milanese. Una mostra di grande qualità che si offre gratuitamente al pubblico per condividere con la città lo spirito di una nuova idea di cultura".

Bergamasco, documentato dal 1480 e morto nel 1530, Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino, deve il suo peculiare soprannome al rapporto con il marchigiano Bramante, pittore e architetto alla corte di Ludovico il Moro. "Il riconoscimento del Bramantino come il più grande artista lombardo del Rinascimento è avvenuto nel corso del

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mustafa

Dal 20 maggio - 30 settembre 2012 a Ferrara al Museo Giovanni Boldini, Palazzo Massari MUSTAFA SABBAGH Memorie Liquide. A cura di Maria Luisa Pacelli e Barbara Guidi.

...come nostalgiche vestigia di un mondo lontanissimo.

La seconda installazione consiste in due stampe di grande formato retroilluminate che replicano le vedute del giardino su cui affacciano le finestre di una delle sale. In essa s'indaga il rapporto tra spazio interno-esterno e la proiezione di questi nella dimensione fittizia dell'opera d'arte.

La selezione di fotografie, presentate lungo il percorso del museo, ritraggono modelli celati dietro maschere feticcio composte di oggetti disparati, come forchette, parrucche, paraocchi, elmetti, velette, uccelli impagliati, realizzate da Simone Valsecchi, dress designer che ha collaborato con artisti quali Luca Ronconi e Peter Greenaway. Singole, o appaiate in dittici di cupa bellezza, in cui le figure sono accostate a paesaggi notturni, queste immagini sono composte con estrema raffinatezza e cura ossessiva per il dettaglio tecnico e compositivo e alludono a un immaginario di costrizione e tortura.

Con una tecnica sapiente, Sabbagh cattura il soggetto, lo staglia su fondali antracite e cobalto, bloccandolo in pose ieratiche, frontalmente o di profilo, come fosse inciso su antiche medaglie. Nella finzione del travestimento, lo sguardo, tramite di vita, è schermato dalla maschera, espressione della simulazione, ma al

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03_Museion_Althamer_Seehauser

Dal 25 maggio al 26 agosto 2012, Museion presenta Pawel Althamer mostra Polyethylene, inaugurazione 25 maggio. Performance Common Task, Bolzano (2012).

Un esercito di bianche creature dormienti, candide sculture sognanti, fissate, come per un incantesimo, in un gesto, in una posa. Tutte hanno un nome, ognuna racconta una storia. Insieme formano un grande ritratto di gruppo collettivo. È questa la visione, magica e straniante, che si trovano davanti i visitatori di "Polyethylene". Come astronauti provenienti da un altro mondo, si sono aggirati tra le sculture, al suono di una cornamusa, i venti performer dorati di "Common Task, Bolzano (2012)", il progetto performativo di Pawel Althamer che accompagna la sua mostra a Museion (dal 23 al 25 maggio). La "visita" del gruppo dorato è proseguita tra le vie di Bolzano e presso il Museo archeologico dell'Alto Adige. Nel pomeriggio l'autobus di Common Task è partito alla volta della Val Gardena.

Il Museion di Bolzano dedica un doppio appuntamento a Pawel Althamer: la personale dell'artista "Polyethylene" a cura di Letizia Ragaglia e il progetto performativo a cura di Andrea Viliani "Common Task, Bolzano (2012)", alla sua prima assoluta in Italia.

Polyethylene: tra film di fantascienza e spettacolo barocco.

In occasione della mostra su Pawel Althamer gli spazi di Museion saranno invasi da una settantina

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