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26 luglio – 5 agosto 2013

La nuvola è un universo di forme in continua trasformazione: è il simbolo più patente dell'indeterminazione. Non è afferrabile, non è dominabile: è un elemento aereo, mobile, evanescente. E quindi astratto.

Come fissare in un'inquadratura fotografica qualcosa che non ha una traccia definita, una presenza irriducibile? Come registrare in maniera oggettiva ciò che è emblema del sogno, del viaggio, del mistero, del sacro? Ebbene, Giancarlo Lamonaca sembra fare suo quello che era anche l'intento di Luigi Ghirri: quello cioè "non di scattare foto, ma di costruire immagini".

Così, quando egli mette a fuoco il cielo non si pone l'obiettivo di coglierlo secondo una connotazione di tipicità (un cielo carico di cirri o di cumuli o di nembi), quanto invece di sorprenderlo secondo un criterio di generalità. Anzi: il suo permanere sull'identico soggetto lungo tutta la sequenza fotografica gli permette di andare aldilà del puro dato fenomenico in sé, per intuire le infinite relazioni enigmatiche latenti nel fondo dello stesso dato. Il suo, direbbe Michail Bachtin, è una sorta di "testo plurimo, dialogico, polifonico". Lamonaca, in altre parole, fa diventare il cielo la sua "Sainte-Victoire" da osservare così intensamente e così a lungo da perdersi nell'enigma della sua visione.

E' ovvio che per ottenere tutto questo l'artista

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biennale_2013

Dal 1° giugno al 24 novembre 2013 negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia sarà aperta al pubblico la 55. Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo Il Palazzo Enciclopedico, curata da Massimiliano Gioni e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta. La vernice ha luogo nei giorni 29, 30 e 31 maggio 2013. La cerimonia di premiazione e di inaugurazione si svolgerà sabato 1° giugno.

La Mostra è affiancata da 88 Partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Sono 10 i Paesi presenti per la prima volta: Angola, Bahamas, Regno del Bahrain, Repubblica della Costa d’Avorio, Repubblica del Kosovo, Kuwait, Maldive, Paraguay e Tuvalu.
Novità assoluta è anche la partecipazione della Santa Sede con una mostra allestita nelle Sale d’Armi. In Principio è il titolo scelto dal Card. Gianfranco Ravasi (Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura) per il Padiglione curato da Antonio Paolucci (Direttore dei Musei Vaticani).
 
 
Sia la Santa Sede che l’Argentina, il Sudafrica e gli Emirati Arabi saranno ospitati nei nuovi padiglioni restaurati dalla Biennale nelle Sale d’Armi all’Arsenale.
Il Padiglione Italia in Arsenale, organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la PaBAAC - Direzione Generale per il paesaggio, le belle
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Morandi_Natura_morta1950_part

26 ottobre - 6 ottobre 2013
Il Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto celebra i suoi primi dieci anni di vita attraverso una mostra che ridisegna la relazione delle sue collezioni con il pubblico; raccolte ricchissime che il Mart ha spesso presentato in prospettive tematiche, con focus di approfondimento di nuclei circoscritti.

Spesso un elemento ossessivo ha orientato il gusto dei collezionisti, ed è presente in molte delle raccolte donate o in deposito presso il Mart. Da questa attitudine nasce “La magnifica ossessione”, una mostra che durerà quasi un anno intero e occuperà tutto il secondo piano del Mart. Questa mostra senza precedenti è stata definita dal direttore, Cristiana Collu, con un accumulo di aggettivi: “autodidatta, rabdomante, auto da fé di opere. Succube o protagonista, collezione ricomposta, perturbante e conturbante, maniacale e feticista. Oscuro oggetto del desiderio. Segreto, condivisione, ebbrezza, festa. Vertigine della mescolanza”.

"La magnifica ossessione" rivendica una visione radicalmente libera dei piani temporali; le opere sono accostate secondo un criterio che si potrebbe definire “anticipazione del presente”, o “archeologia del futuro”. Per questo motivo il visitatore incontrerà un percorso che è sì cronologico, ma che procede in realtà per forti slittamenti tematici. Le opere sono disposte senza gerarchie visive, mischiando le collezioni ed esaltando le differenze tra
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Lamonaca_-_Municio

22 settembre - 3 novembre 2012

Ce lo ha insegnato Italo Calvino: “Per vedere una città non basta tenere gli occhi aperti”. Bisogna sapere “scartare”, “semplificare”, “collegare”. Tre operazioni che ci permettono di vedere oltre i luoghi comuni, le immagini precostituite, le idee ricevute. “Scartare” significa liberare l'ovvio e

ricercare l'angolo visuale con cui la cosa sempre vista non è mai stata realmente vista. “Semplificare” vuol dire ridurre all'essenziale “l'enorme numero di elementi che la città mette sotto gli occhi di chi la guarda”. “Collegare” è la ricerca delle corrispondenze occultate dietro il velo delle funzioni, dei tempi, delle storie. Tutto questo ci porta a capire che la città non ha una sola faccia, ma che ci sono innumerevoli città che abitano la medesima città.

 

E' muovendo da questi concetti che Giancarlo Lamonaca realizza le sue videoinstallazioni: non semplici riproduzioni del reale, non pure testimonianze topologiche, ma immagini capaci di perturbare lo spazio conosciuto o, quantomeno, di alterarne e moltiplicarne la misura.

Il soggetto preso in considerazione è il paese di Chiusa, in Alto Adige, costretto tra acque e rocce, con addosso ancora il fascino oscuro del Medioevo, quando era terra di confine e di dogane, di monasteri e santuari. L'intervento di Lamonaca conduce ad una sorta di smarrimento del tempo e

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bloom

...occupa gli spazi pubblicitari della città (San Vito di Leguzzano (VI) Piazza Nuova). Dal 23 giugno al 5 agosto 2012 una mostra a cielo aperto. 2a edizione di un progetto nomade affamato di spazi e condivisione di arte in luoghi improbabili, si getta ora nella mischia della comunicazione urbana con una nuova sfida creativa: lo spazio pubblico. Gli spazi di affissione comunali e i pannelli elettorali vengono stravolti nella loro funzione originaria, rispondendo ad una nuova urgenza di reinterpretazione e riappropriazione della città. I lavori rimarranno affissi per i mesi estivi fino alla loro naturale decadenza e le strade della città diverranno una galleria a cielo aperto, spazio attivo e cornice delle molteplici iniziative proposte dal progetto Impronta culturale.

Gli artisti: Elvezia Allari-Marco Baj-Giovanni Kadez Battistin-Armando Bertollo-Massimo Bordoni-Mauro Boscarato-Giuseppe Braghiroli-Brisbi-Alessandra Carloni-Enrica Casentini-Lisa Castellani-Federica Cogo-Davide Coroneo-Didymos-Lorenzo Fanton-Roberta Filippelli-Funboy-Flavio Garavaglia-Elena Gigliotti-Franco Hüller-Gianpaolo Lucato-Lauro nel bosco-Carla Manea-Piero Martinello-Nicolò Mascheroni-Laura Moretto-NoiSeGrUp-James Ostrer-Alberto Panegos-Cristina Pieropan-Tommaso Pitton-Jim Sanders-Sparki-Christian Sida-Paul Tash-Silvano Tessarollo-Stefano Zattera

Sconcerti

sabato 23 giugno a partire dalle 21.00 in Córte Priorato-Gandin 2

- pigeons in concerto

- three in one gentleman suit in concerto


 

Il chiosco di strada mangia e bevi a prezzi popolari in Córte Priorato-Gandin sabato 23 giugno dalle ore 18.00

INGRESSO LIBERO

INFO 347 6428631 www.improntaculturale.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.facebook.com/improntaculturale

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La_Grande_Clavicola_650x300

In concomitanza con l’inaugurazione al Mart della mostra Fausto Melotti, Angelo geometrico, è stata collocata definitivamente e finalmente la Scultura H (La Grande Clavicola) che per tanto tempo, quasi dodici anni, ha dovuto subire una strana dimenticanza che l’ha portata anche a deteriorarsi. Con l’occasione della mostra l’Angelo geometrico l’opera è stata restaurata. E’ inultile ricostruire, nei particolari, tutta la storia della scultura, una volta che il Comune di Rovereto l’aveva acquistata per collocarla proprio nel futuro Museo, ma va sottolineato, che a volte, un elemento nuovo, e con un’energia inspettata, porta alla soluzione annosa di un problema.

La sensibilità e la volontà per fare questo la si deve alla nuova e giovane direttrice del Mart, Cristiana Collu, che è qui solo da qualche mese, ma ha saputo attivare preziose sinergie con l’ Amministrazione Comunale di Rovereto, principalmente, con altri importanti soggetti tra cui la Soprintendenza per i Beni Storico-Artistici di Trento, l’Accademia degli Agiati di Rovereto e con il sostanziale contributo del Lions Club Rovereto Host che ha finanziato il restauro artistico e strutturale, risolvendo così le lunghe vicissitudini di quest’opera. Per cogliere il senso delle parole di Fausto Melotti “L’opera d’arte nasce nel momento in cui tu vedi e ascolti. E questa data continuamente mutevole è la sua vera data

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