Andrea-Mastrovito_particolare_dellopera_acquisita_dal_Fondo_Privato_Acquisizioni_ArtVerona_2015
14 al 17 ottobre 2016
La 12a edizione di ArtVerona | Art Project Fair, in programma a Veronafiere con la direzione artistica di Andrea Bruciati e la partnership di ANGAMC (Associazione Nazionale Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea) concentra le sue azioni nell'attenzione e cura ai suoi principali interlocutori:  espositori e collezionisti. Al critico d'arte Antonio Grulli, entrato a far parte dello staff della manifestazione, sono state affidate le relazioni con i collezionisti e il tradizionale talk, curato da Adriana Polveroni, apre quest'anno un focus su scenari, prospettive e passioni che stanno alla base della nascita di una collezione.
 
Il connubio tra ragione e sentimento che muove il collezionista, è al centro del programma culturale in città, quest'anno ispirato a Wolfgang Amadeus Mozart, figura dal pensiero sempre attuale, fonte di ispirazione per gli artisti contemporanei. Tra le mura del Museo di Castelvecchio, attraverso Il flauto magico, mostra curata da Andrea Bruciati, vengono proposte 16 opere provenienti da altrettante Collezioni italiane di rilievo, in dialogo con gli spazi e i percorsi espositivi riletti da Carlo Scarpa. Completano l'indagine Roberto Pugliese. La finta semplice al Museo degli Affreschi, Hermann Nitsch e il Teatro al Museo AMO, Raffaella Formenti. Note in do-lenti in Piazza dei Signori, Così fan tutte, rassegna di videoarte alla Protomoteca della
powered by social2s
Valle_del_Tasso_2012
9 luglio - 18 settenbre 2016, Pazzon di Caprino Veronese
Inaugura il 9 luglio alle ore 16.30 nella centrale Piazza della chiesa di Pazzon l'ottava edizione di Sentieri nell'arte dal titolo Natura "Natura", a cura di Nadia Melotti e con il coordinamento organizzativo di Giorgio Brunelli,  promossa e curata dall'Associazione Culturale Baldofestival in collaborazione con Incontrarte. Segue la visita guidata alla mostra lungo il torrente Tasso. Al termine degustazioni di prodotti tipici.
L'evento che si svolge ogni due anni nella valle del torrente Tasso ai piedi del Monte Baldo, quest'anno apre con una riflessione sul rapporto "arte natura, uomo natura" partendo dall'assenza di uno degli ideatori di questa manifestazione, il dott. Dario Trento, importante Storico dell'Arte venuto a mancare lo scorso agosto.
 
Natura "Natura" è vita e luce se si considera l'etimologia della parola che ci riporta al concetto di nascita, letteralmente ciò che sta per nascere, e di luce che, secondo Heidegger, possiamo dedurre nella connessione tra le parole physis, phaos e phòs. Natura "Natura" è anche una riflessione di J.W.Goethe in termini di esperienza sensibile e spirituale che non conosce passato e futuro ma la cui eternità è il presente come atto d'amore.
 
Natura "Natura" è l'incontro riflessivo, empatico, creativo con un territorio fatto da Beni Altmüller, Cristina Annichini,
powered by social2s
Claudio_Verna_01
 
"Gli anni della Pittura analitica" è il titolo di una mostra che fa il punto su un gruppo di artisti italiani che a partire dai primi anni '70 lavorano sulla pittura pittura. Alberto Rigoni il curatore della mostra scrive in catalogo: "Per selezionare gli artisti, si è considerata la loro frequenza di partecipazione a oltre sessanta mostre collettive organizzate in quel decennio dedicate a quei temi".
 
Carlo Battaglia, Enzo Cacciola, Paolo Cotani, Marco Gastini, Giorgio Griffa, Riccardo Guarneri, Claudio Olivieri, Elio Marchegiani, Carmengloria Morales, Pino Pinelli, Lucio Pozzi, Claudio Verna e Gianfranco Zappettini sono gli artisti le cui opere storiche sono presenti in Gran Guardia nella mostra che ha come titolo "Gli anni della Pittura analitica. I protagonisti le opere la ricerca". Anche se la pittura periodicamente viene data per morta e l'Arte Concettuale la sostituisce con la semplice parola, la "Pittura analitica" riprende in mano tutti gli elementi fondanti del dipingere (superficie, colore, gesto, ecc.) e ne sonda tutte le possibilità espressive.Claudio_Olivieri_Giorgio_Griffa_Carlo_Battaglia_e_Claudio_Verna_alla_XXXV_Biennale_di_Venezia_1980_pp
 
"Restituire uno spaccato del passato come fosse un'istantanea, rileggere la storia come fosse una cronaca." Così inizia il saggio di Luigi Meneghelli dal titolo "Colori e piombo" che mette in luce il clima socio-culturale negli anni settanta. Ed è a questo che la mostra e gli
powered by social2s
Jean_Dupuy_The_hair1990_installazione14 aprile – 30 giugno 2016

Bernard Heidsieck (Parigi, 1922-2014), Jacques Spacagna (Parigi, 1936-1990), Jean Dupuis (Francia, 1925): tre testimoni delle ultime utopie avanguardistiche, come sono state la Poesia Sonora, il Lettrismo, Fluxus. Tre autori che hanno indagato il valore della parola nelle sue potenzialità implicite, quando questa ha perso il suo significato ed è rimasta come puro suono, scintilla musicale. Il loro intervento è contro il modernistico prevalere del testo scritto e stampato, per rivendicare orgogliosamente l'oralità e la ricerca fonetico-sonora quale recupero e rilancio del potere arcaico del verbo, a partire dalla grande tradizione omerica o aedica.

L'opera di Heidsieck richiama la sperimentazione del Futurismo ("Le parole in libertà" di Marinetti, "I rumori plastici" di Balla). Ma si spinge ancora più avanti: in poesia rompe alla lettera la lingua; nel collage mescola frammenti verbali e visivi. L'obiettivo è quello di creare un progetto poetico, aperto alle più diverse intenzioni linguistiche e performative. Nei nove lavori su carta presenti in mostra si intrecciano testi e bande magnetiche, tracciati grafici e microcircuiti: è la visualizzazione di una sonorità virtuale, di una strumentazione elettronica che dilata "Il potere della parola". Spacagna cerca la dimensione prima e primaria di ogni espressione umana. Come faceva Isidore Isou, scompone la parola e separa le lettere tra

powered by social2s
Verona_medievaleGianni_Ainardi_part._locandina1 - 31 marzo 2016, Protomoteca Biblioteca Civica

A due anni dalla prima esposizione monografica sull'opera di Gianni Ainardi dedicata a Verona Romana, ritornano in Civica i disegni originali dell'autore a raccontarci, oggi, la Verona medievale e scaligera. La mostra «Verona medievale e scaligera nei disegni di Gianni Ainardi. La Storia, il tratto, il colore» (presentazione alla Stampa, giovedì 3 marzo alle ore 11.30, Sala Teologia della Biblioteca Civica di Verona, via Cappello, 43), è l'appuntamento che apre la V edizione di Open. Ingegneri aperti alla città, ...

... la rassegna culturale promossa dall'Ordine degli Ingegneri di Verona e dedicata quest'anno al tema della Città e del Paesaggio e alle loro trasformazioni nel tempo. Il percorso sulla metamorfosi e rigenerazione del costruito guarda dunque alla "città di ieri" per saper meglio cogliere e "governare" i mutamenti contemporanei.

Alla presentazione intervengono: Antonia Pavesi, consigliere incaricato alle attività culturali del Comune di Verona, Filippo Toso, consigliere dell'Ordine degli Ingegneri di Verona e provincia, coordinatore dell'iniziativa, Gian Maria Varanini, docente di Storia medievale all'Università degli Studi di Verona, curatore della mostra Presente il figlio Fabrizio Ainardi.

powered by social2s
Antonio_Salfilippo_pp

12 dicembre 2015 - 1 marzo 2016, Galleria Dello Scudo, Verona

Il percorso della mostra, suddiviso in tre sezioni, testimonia quel periodo decisivo della ricerca di Antonio Sanfilippo che va dalle aspirazioni giovanili a un rinnovamento formale all'espansione pluriforme del segno negli anni '60. Si apre con tre lavori del 1951 in cui si riconosce il progressivo allontanamento dal linguaggio neocubista e lo spostamento verso un'astrazione più radicale, di stampo neoconcreto. Un cambio di direzione documentato da Azzurro, uno dei primissimi dipinti del 1951.

Influenzato dall'opera matura di Kandinsky e di Hartung, nel 1953 Sanfilippo libera la struttura dei suoi quadri dalla rigidità delle forme geometriche, lasciando spazio a una gestualità più accesa che anima improvvisamente la superficie delle sue tele, come nel primo Senza titolo del 1953 trovando un suo modo del tutto originale.

La mostra, a cura di Fabrizio D'Amico e Francesco Tedeschi, e organizzata in collaborazione con l'Archivio Accardi Sanfilippo di Roma,  presenta trentasei selezionati dipinti (realizzati tra il 1951 e il 1960) che illustrano il percorso dell'artista che, dopo i primi lavori astratto-geometrici, giunge all'elaborazione di quel suo 'segno' inconfondibile, proliferante e sorvegliato al tempo stesso, che alla metà degli anni '50 si manifesta in stretta sintonia con la cultura d'immagine dell'art autre di Michel Tapié, poetica allora dominante

powered by social2s