Venerdì 3 agosto in Arena
prima  dell'inizio della quinta recita del Nabucco prevista per le ore 21 c'è stata la consegna del 23a premio internazionale "Giovanni Zenatello" per la Lirica.

Giordano Veronesi, presidente della Fondazione  "Verona per l'Arena" ha consegnato il duplice trofeo al celebre tenore Marcelo Alvarez e al maestro Daniel Oren.
Alvarez si è aggiudicato il premio come interprete che ha conseguito i maggiori consensi di pubblico e di critica nel Festival Areniano dello scorso anno quando, per Toscadi Puccini è stato chiamato ad interpretare il personaggio di Cavaradossi. Un premio speciale anche al direttore d'orchestra Daniel Oren per la sua lunga collaborazione con l'Arena.

I premi consistono in due pregiate sculture del maestro orafo Alberto Zucchetta.
Nella serata si è festeggiato anche un'altra ricorrenza: i sessant'anni dal debutto della "mitica" Maria Callas in Arena, avvenuto il 2 Agosto 1947 con la Gioconda di Ponchielli.

La Fondazione Arena ha pensato di ricordare la ricorrenza donando al pubblico presente alla recita di venerdì 3 e sabato 4 agosto una cartolina che riproduce, oltre al manifesto del debutto, alcune fotografie di scena.

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Mercoledì 27 giugno alle ore 21.15 al Teatro Romano – prima dell’atteso ritorno in Italia del Berliner Ensemble con Richard II per la regia di Claus Peymann – verrà conferito il 50a Premio Renato Simoni per la fedeltà al teatro di prosa a Paolo Poli.

Una fedeltà, quella di Poli, che passa anche attraverso una vasta conoscenza letteraria. Artista eclettico e di grande cultura, spesso Poli ha preso e prende spunto dalla letteratura per dar vita alle sue raffinate e brillanti drammaturgie. Una prassi, quella di fondere teatro e letteratura, che ha regalato al pubblico spettacoli memorabili come Il coturno e la ciabatta (1990) da Alberto Savinio, L’asino d’oro (1996) da Apuleio e i Viaggi di Gulliver (1997) da Jonathan Swift con scene di Emanuele Luzzati.

Che siano le poesie di Aldo Palazzeschi (è il caso di Aldino mi cali un filino? andato in scena per il Grande Teatro nel dicembre del 2000), o l’opera di un filosofo settecentesco (memorabile il suo Jacques il fatalista tratto dall’omonimo romanzo di Denis Diderot, rappresentato a Verona nel 2003), o ancora un romanzo del Novecento (è il caso del Ponte di San Luis Rey di Thornton Wilder visto a Verona nel gennaio 2006), Paolo Poli riesce sempre a delineare lo spaccato di un’intera società

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fotografie Antonella Anti Studio Click

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