Valle_del_Tasso_2012
9 luglio - 18 settenbre 2016, Pazzon di Caprino Veronese
Inaugura il 9 luglio alle ore 16.30 nella centrale Piazza della chiesa di Pazzon l'ottava edizione di Sentieri nell'arte dal titolo Natura "Natura", a cura di Nadia Melotti e con il coordinamento organizzativo di Giorgio Brunelli,  promossa e curata dall'Associazione Culturale Baldofestival in collaborazione con Incontrarte. Segue la visita guidata alla mostra lungo il torrente Tasso. Al termine degustazioni di prodotti tipici.
L'evento che si svolge ogni due anni nella valle del torrente Tasso ai piedi del Monte Baldo, quest'anno apre con una riflessione sul rapporto "arte natura, uomo natura" partendo dall'assenza di uno degli ideatori di questa manifestazione, il dott. Dario Trento, importante Storico dell'Arte venuto a mancare lo scorso agosto.
 
Natura "Natura" è vita e luce se si considera l'etimologia della parola che ci riporta al concetto di nascita, letteralmente ciò che sta per nascere, e di luce che, secondo Heidegger, possiamo dedurre nella connessione tra le parole physis, phaos e phòs. Natura "Natura" è anche una riflessione di J.W.Goethe in termini di esperienza sensibile e spirituale che non conosce passato e futuro ma la cui eternità è il presente come atto d'amore.
 
Natura "Natura" è l'incontro riflessivo, empatico, creativo con un territorio fatto da Beni Altmüller, Cristina Annichini,
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Claudio_Verna_01
 
"Gli anni della Pittura analitica" è il titolo di una mostra che fa il punto su un gruppo di artisti italiani che a partire dai primi anni '70 lavorano sulla pittura pittura. Alberto Rigoni il curatore della mostra scrive in catalogo: "Per selezionare gli artisti, si è considerata la loro frequenza di partecipazione a oltre sessanta mostre collettive organizzate in quel decennio dedicate a quei temi".
 
Carlo Battaglia, Enzo Cacciola, Paolo Cotani, Marco Gastini, Giorgio Griffa, Riccardo Guarneri, Claudio Olivieri, Elio Marchegiani, Carmengloria Morales, Pino Pinelli, Lucio Pozzi, Claudio Verna e Gianfranco Zappettini sono gli artisti le cui opere storiche sono presenti in Gran Guardia nella mostra che ha come titolo "Gli anni della Pittura analitica. I protagonisti le opere la ricerca". Anche se la pittura periodicamente viene data per morta e l'Arte Concettuale la sostituisce con la semplice parola, la "Pittura analitica" riprende in mano tutti gli elementi fondanti del dipingere (superficie, colore, gesto, ecc.) e ne sonda tutte le possibilità espressive.Claudio_Olivieri_Giorgio_Griffa_Carlo_Battaglia_e_Claudio_Verna_alla_XXXV_Biennale_di_Venezia_1980_pp
 
"Restituire uno spaccato del passato come fosse un'istantanea, rileggere la storia come fosse una cronaca." Così inizia il saggio di Luigi Meneghelli dal titolo "Colori e piombo" che mette in luce il clima socio-culturale negli anni settanta. Ed è a questo che la mostra e gli
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Anna_Maria_Maiolino_Entrevidas_Between_Lives_dalla_serie_Photopoemaction_pp
17 aprile - 12 giugno 2016, Padiglione d'Arte Contemporanea di Ferrara Artiste dall'America Latina, un percorso di ricerca ed esplorazione della creatività femminile internazionale.
 
Da sempre attenta al rapporto fra arte e la società contemporanea, la Biennale Donna intende concentrarsi sulle questioni socioculturali, identitarie e geopolitiche che
influenzano i contributi estetici dell'odierno panorama delle donne artiste. In tale direzione, la rassegna di quest'anno dal titolo "Silencio Vivo" ha scelto di spostare il proprio baricentro sulla multiforme creatività latinoamericana, portando a Ferrara alcune delle voci che meglio rappresentano questa eccezionale pluralità espressiva: Anna Maria Maiolino (Italia- Brasile, 1942), Teresa Margolles (Messico, 1963), Ana Mendieta (Cuba 1948 – Stati Uniti 1985) e Amalia Pica (Argentina, 1978).

Ana Mendieta, una delle più incisive figure di questo vasto panorama artistico, è presente con un nucleo di opere che ne esaltano l'inconfondibile impronta sperimentale, dalle note Siluetas alla documentazione fotografica delle potenti azioni performative risalenti agli anni '70 e primi '80. Al centro, l'intreccio di temi a lei sempre cari, quali la costante ricerca del contatto e il dialogo con la natura, il rimando a pratiche rituali cubane, l'utilizzo del sangue – al contempo denuncia della violenza, ma anche allegoria del perenne binomio vita/morte – o l'utilizzo del corpo come contenitore dell'energia universale.
 
Il corpo come
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Jean_Dupuy_The_hair1990_installazione14 aprile – 30 giugno 2016

Bernard Heidsieck (Parigi, 1922-2014), Jacques Spacagna (Parigi, 1936-1990), Jean Dupuis (Francia, 1925): tre testimoni delle ultime utopie avanguardistiche, come sono state la Poesia Sonora, il Lettrismo, Fluxus. Tre autori che hanno indagato il valore della parola nelle sue potenzialità implicite, quando questa ha perso il suo significato ed è rimasta come puro suono, scintilla musicale. Il loro intervento è contro il modernistico prevalere del testo scritto e stampato, per rivendicare orgogliosamente l'oralità e la ricerca fonetico-sonora quale recupero e rilancio del potere arcaico del verbo, a partire dalla grande tradizione omerica o aedica.

L'opera di Heidsieck richiama la sperimentazione del Futurismo ("Le parole in libertà" di Marinetti, "I rumori plastici" di Balla). Ma si spinge ancora più avanti: in poesia rompe alla lettera la lingua; nel collage mescola frammenti verbali e visivi. L'obiettivo è quello di creare un progetto poetico, aperto alle più diverse intenzioni linguistiche e performative. Nei nove lavori su carta presenti in mostra si intrecciano testi e bande magnetiche, tracciati grafici e microcircuiti: è la visualizzazione di una sonorità virtuale, di una strumentazione elettronica che dilata "Il potere della parola". Spacagna cerca la dimensione prima e primaria di ogni espressione umana. Come faceva Isidore Isou, scompone la parola e separa le lettere tra

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Verona_medievaleGianni_Ainardi_part._locandina1 - 31 marzo 2016, Protomoteca Biblioteca Civica

A due anni dalla prima esposizione monografica sull'opera di Gianni Ainardi dedicata a Verona Romana, ritornano in Civica i disegni originali dell'autore a raccontarci, oggi, la Verona medievale e scaligera. La mostra «Verona medievale e scaligera nei disegni di Gianni Ainardi. La Storia, il tratto, il colore» (presentazione alla Stampa, giovedì 3 marzo alle ore 11.30, Sala Teologia della Biblioteca Civica di Verona, via Cappello, 43), è l'appuntamento che apre la V edizione di Open. Ingegneri aperti alla città, ...

... la rassegna culturale promossa dall'Ordine degli Ingegneri di Verona e dedicata quest'anno al tema della Città e del Paesaggio e alle loro trasformazioni nel tempo. Il percorso sulla metamorfosi e rigenerazione del costruito guarda dunque alla "città di ieri" per saper meglio cogliere e "governare" i mutamenti contemporanei.

Alla presentazione intervengono: Antonia Pavesi, consigliere incaricato alle attività culturali del Comune di Verona, Filippo Toso, consigliere dell'Ordine degli Ingegneri di Verona e provincia, coordinatore dell'iniziativa, Gian Maria Varanini, docente di Storia medievale all'Università degli Studi di Verona, curatore della mostra Presente il figlio Fabrizio Ainardi.

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Isolde_Bil_Viola
17 ottobre 2015 - 10 gennaio 2016, Palazzo Magnani, Reggio Emilia,
In esposizione due sole opere ma straordinarie: l'Ascensione di Isotta (La forma della luce nello spazio dopo la morte) del 2005 di Bill Viola  e la Santa Maria Maddalena Portata in cielo dagli angeli (1616 ca) del maestro emiliano Giovanni Lanfranco, un evento dal forte potere evocativo che intende esaltare il rapporto inscindibile tra arte antica e moderna.
La relazione e il dialogo tra l'Ascensione di Isotta di Bill Viola e l'Assunzione di Lanfranco sono ravvisabili su due piani: quello compositivo e quello semantico. Del resto è noto come Bill Viola, uno dei massimi artisti contemporanei di video art, nella costruzione della sua narrazione per immagini, tragga chiara ispirazione stilistica e compositiva propriamente dalle opere degli artisti italiani del Rinascimento. La video installazione presenta pertanto il percorso di Isotta, la sua ricerca di unione con l'amato attraverso la morte. Nell'immagine ottenuta da Viola sono rintracciabili evidenti tracce dell'iconografia dell'arte cristiana del Rinascimento e del manierismo.
 
La composizione della Maddalena di Lanfranco si fonda sul contrasto tra il realistico e "terreno" nudo della Santa sorretta da putti, da un lato e, dall'altro, il cielo dominato da forti contrasti chiaroscurali e da fredde tonalità cromatiche. L'opera dunque manifesta una intensa dimensione ultraterrena insieme
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12 dicembre 2015 - 1 marzo 2016, Galleria Dello Scudo, Verona

Il percorso della mostra, suddiviso in tre sezioni, testimonia quel periodo decisivo della ricerca di Antonio Sanfilippo che va dalle aspirazioni giovanili a un rinnovamento formale all'espansione pluriforme del segno negli anni '60. Si apre con tre lavori del 1951 in cui si riconosce il progressivo allontanamento dal linguaggio neocubista e lo spostamento verso un'astrazione più radicale, di stampo neoconcreto. Un cambio di direzione documentato da Azzurro, uno dei primissimi dipinti del 1951.

Influenzato dall'opera matura di Kandinsky e di Hartung, nel 1953 Sanfilippo libera la struttura dei suoi quadri dalla rigidità delle forme geometriche, lasciando spazio a una gestualità più accesa che anima improvvisamente la superficie delle sue tele, come nel primo Senza titolo del 1953 trovando un suo modo del tutto originale.

La mostra, a cura di Fabrizio D'Amico e Francesco Tedeschi, e organizzata in collaborazione con l'Archivio Accardi Sanfilippo di Roma,  presenta trentasei selezionati dipinti (realizzati tra il 1951 e il 1960) che illustrano il percorso dell'artista che, dopo i primi lavori astratto-geometrici, giunge all'elaborazione di quel suo 'segno' inconfondibile, proliferante e sorvegliato al tempo stesso, che alla metà degli anni '50 si manifesta in stretta sintonia con la cultura d'immagine dell'art autre di Michel Tapié, poetica allora dominante

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28 ottobre 2015 - 1 marzo 2016, Palazzo della Gran Guardia, Piazza Bra, Verona
In anteprima europea, la mostra Seurat-Van Gogh-Mondrian.Il Post Impressionismo in Europa con 70 capolavori provenienti dal Kröller Müller Museum di Otterlo (Olanda), promossa dal Comune di Verona e con il supporto della Fondazione Arena, curata da Stefano Zuffi e organizzata da Arthemisia Group. In mostra, sempre con la collaborazione del Kröller Müller Museum, anche gli esperimenti scientifici sul colore, dai processi ottico-visuali e alla fotografia, la cui invenzione è legata strettamente alla tecnica divisionista.
 
Il percorso espositivo racconta la svolta che avviene tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, quando le sorprendenti tele di George Seurat e di Paul Signac aprono una pagina nuova nella storia dell'arte.

Orario: da lunedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30 (chiusura biglietteria ore 18.30)
 
Previste aperture straordinarie nei giorni:
 
8 dicembre 2015: orario regolare
24 e 31 dicembre: dalle 9.30 alle 17.30
25 dicembre: dalle 14.30 alle 19.30
26 dicembre: dalle 9.30 alle 19.30
1° gennaio 2016: dalle 12.30 alle 19.30
6 gennaio 2016: dalle 9.30 alle 19.30
 
Costo del biglietto intero € 13,00 (audioguida inclusa)
 
Catalogo 24ORE Cultura - Gruppo 24ORE.
 
Altre info sul sito dedicato alla mostra
 
In foto: particolare di un'opera di Van Gogh del
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Periodo vivace per l'Arte Contemporanea a Verona, quello che va da inizio ottobre a novembre. Come in tutta Italia si festeggia la Giornata del Contemporaneo (quest'anno il 10 ottobre): un'occasione per lanciare mostre od eventi straordinari, spesso gratuiti, come le visite guidate). Le gallerie private riprendono, come ogni anno, dopo la pausa estiva, e ArtVerona (16-19 ottobre, padiglioni 11 e 12 della Fiera), si presenta sempre più come manifestazione ricca di proposte e progettualità.
ArtVerona, al di là degli ambiti espositivi, promuove una serie di iniziative e di mostre che coinvolgono l'intera città: spazi che normalmente hanno una vita propria, ma che guadagnano una ribalta inedita proprio attraverso la contaminazione con l'arte moderna e contemporanea. Alcune collaborazioni sono ormai consolidate come quella con il Museo di Castelvecchio che quest'anno ospita Opere dalla Collezione Stellatelli a cura di Beatrice Benedetti e Paola Marini (11 ottobre – 13 dicembre 2015), o come la Protomoteca della Biblioteca Civica dove si tiene la rassegna di videoarte a cura di Elisa Fantin La giraffa bianca 11 artisti internazionali, che si interrogano sul tema del viaggio come immaginazione (10 – 1 ottobre 2015) e come l'Accademia di Belle Arti con l'esposizione ArtVeronaYoung (16-19 ottobre 2015) che intende avvicinare i giovani al "saper vedere".
Andrea Bruciati, il direttore artistico
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Palazzo_della_Ragione_Verona_pp

Porte aperte gratuitamente in ogni angolo del Paese, per presentare artisti e nuove idee attraverso mostre, laboratori, eventi e conferenze. Un programma multiforme che regalerà al grande pubblico un'occasione per vivere da vicino il complesso e vivace mondo dell'arte contemporanea, in occasione della undicesima edizione della Giornata del Contemporaneo indetta da A.M.A.C.I., Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani. Per l'occasione, a Verona, il 10 ottobre 2015 l'ingresso alla Galleria d'Arte Moderna Achille Forti a Pa­lazzo della Ragione sarà gratuito e saranno offerte visite guidate gratuite alle ore 15:00, 16:00 e 17:00.

Si ricorda che ogni prima domenica del mese, dal 4 ottobre 2015 ad aprile 2016, l'ingresso a Palazzo della Ragione sarà di 1 euro. Il biglietto include la visita alla GAM Achille Forti e alla Torre dei Lamberti. Infine, a partire dal 3 ottobre fino al 26 dicembre 2015, ogni sabato alle ore 16:00 verranno offerte visite guidate incluse nel prezzo del biglietto di ingresso alla Galleria.
 
La GAM Achille Forti dunque offre un'occasione importante per i cittadini vero­nesi, ma anche per il folto pubblico internazionale che ogni giorno percorre le strade della città scaligera, di intraprendere un viaggio alla scoperta di più di cent'anni di storia dell'arte italiana, dall'Ottocento risorgimentale fino ai grandi movimenti dell'arte astratta del secondo dopoguerra, di
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Vasco_Bendini_2006
10 ottobre 2015 - 27 febbraio 2016, La Giarina Arte Contemporanea
 
"In me vive una necessità ineluttabile di immaginarmi come spogliato ogni volta che mi trovo nel mio studio, vuoto e silenzioso, di fronte alla tela vergine. Ad ogni inizio mi gioco tutto come nel battesimo". Sono appunti che Vasco Bendini (Bologna 1922 – Roma 2015) traccia in anni tardi, quando ha già sperimentato tante immersioni e tanti lavacri dentro l'oscura necessità della materia: quando ha già vissuto tante soste inquiete, attese millenarie, miracoli di resurrezione. Per lui, infatti, fin da principio è fondamentale l'attenzione ai sintomi, alle impronte, alle sopravvivenze, agli aliti che vengono dal profondo.

Certo: compagno di strada degli "Ultimi Naturalisti" di Francesco Arcangeli (dei vari Morlotti, Mandelli, Moreni, ecc.), ma mai visceralmente coinvolto in incombenze e spessori vitalistici, quanto invece orientato a stendere "segni segreti", che sembrano sempre sul punto di abolirsi, di dissolversi, prima che qualsiasi significato abbia avuto il tempo di "prendere". E' la volontà di porsi sempre al limite, nella zona dove i nostri sensi devono affinarsi e farsi quasi mediatici, telepatici per riuscire a vedere. Può trattarsi di una ricognizione spaziale, di una "visione paesistica", dell'emergenza di un volto: tutto è invariabilmente ridotto a reliquia, a parvenza, a traccia fantasmatica.

Le venticinque tele (più

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