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Il 23 luglio in scena al Teatro Romano un evento in esclusiva nazionale per l’addio di Mara Galeazzi alle scene. Protagonisti del gala, insieme a lei, altri sei primi ballerini del Royal Ballet.

 

Mara Galeazzi superstar. E superstar, insieme a lei, altri sei primi ballerini del Royal Ballet di Londra che martedì 23 luglio saranno i protagonisti, al Teatro Romano alle 21.15, di un gala ideato (in esclusiva italiana) appositamente per Verona in occasione dell’addio alle scene di Mara Galeazzi, da dieci anni prima ballerina della celeberrima compagnia inglese. Insieme alla Galeazzi danzeranno Sarah Lamb, Marianela Nuñez, Gary Avis, Steven McRae, Thiago Soares ed Edward Watson. Eterogeneo il programma che propone classici del repertorio romantico, capolavori di Cranko e MacMillan e balletti di coreografi contemporanei. Ad aprire la serata sarà il passo a due di Tatiana e Gremin dall’Onegin di John Cranko su musica di Kurt-Heinz Stolze, interpreti Mara Galeazzi e Gary Avis. Seguirà, eseguito Sarah Lamb ed Edward Watson, il passo a due Qualia di Wayne McGregor su musica “metal” degli Scanner. Marianela Nuñez e Thiago Soares saranno poi gli interpreti del passo a due dal terzo atto del Lago dei cigni di Petipa-Ciaikovski. Sarà poi la volta del passo a due In the hothouse di Alastair Marriott su musica

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Dal 23 al 26 luglio 2013 in Cortile Mercato Vecchio  alle ore 21.15, per l'Estate Teatrale Veronese, "Commedia dell'Arte 2013".

L'allestimento a cura del Teatro Scientifico si basa sul recupero di canovacci originali del Cinque/Seicento in particolar modo veneto e sulla ricerca dei moduli espressivi tipici della Commedia dell'Arte a riprova della straordinaria capacità comunicativa che ancora oggi fa di questo genere teatrale un unicum famoso in tutto il mondo.

La stesura drammaturgica si sviluppa partendo dagli "scenari" sui quali gli attori intervengono con l'improvvisazione. Alle "tirate" di Colombina, Arlecchino, Brighella, Pantalone, etc. si aggiungono citazioni di autori che molto devono a questo genere teatrale. "Commedia dell'Arte 2013" perché lo spettacolo offre anche dei parallelismi col nostro presente, sottolineati per esempio dal canovaccio sulla fame, fame che perseguita gli zanni di ieri e di oggi. Genere teatrale nato nelle piazze e da lì passato nelle corti, torna in questo allestimento alla piazza usata in tutte le sue possibilità. La compagnia del Teatro Scientifico - Teatro/Laboratorio, che da anni persegue anche la ricerca e il recupero filologico di testi teatrali, ha al suo attivo vari spettacoli di Commedia dell'Arte portati con successo, oltre che in Italia, in vari paesi europei e americani. A cura di Jana Balkan e Ezio Maria Caserta sono stati pubblicati

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Mercoledì 17 luglio: prima nazionale, al Teatro Romano, di Riccardo III di Shakespeare con Massimo Ranieri nel duplice ruolo di regista e protagonista. Di Ennio Morricone le musiche scritte appositamente per lo spettacolo. Dopo il debutto di mercoledì 17, lo spettacolo viene replicato il 18, 19, 20 sempre con inizio alle 21.15.

Dopo la festosa atmosfera di Molto rumore per nulla con le allegre schermaglie amorose delle coppie Beatrice-Benedetto ed Ero-Claudio si cambia registro: con Riccardo III, quarto spettacolo del Festival Shakespeariano dell’Estate Teatrale Veronese, prendono il sopravvento i toni cupi e drammatici. L’allestimento, che debutta mercoledì 17 luglio alle 21.15 in prima nazionale al Teatro Romano, ha vari motivi d’interesse. Tra questi la presenza di Massimo Ranieri nel duplice ruolo di protagonista e regista, le musiche che Ennio Morricone ha composto apposta per questo spettacolo, la traduzione e l’adattamento del testo curati da Masolino d’Amico.
Scritta tra il 1591 e il 1594, la tragedia è, dopo Amleto, l’opera teatrale più lunga scritta da Shakespeare. Ed è, insieme, un indiscutibile banco di prova per un attore che è messo nella condizione di mostrare tutto il suo talento nella parte del re deforme, assetato di potere, la cui malvagità e ambizione sono pari alla sua scaltrezza. Non a caso sono numerose le trasposizioni

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faletti

3 marzo 2014 Verona, Teatro Camploy

“Nudo e Crudo”il grande ritorno a teatro di uno straordinario autore

Giorgio Faletti diventa sul palco unico e assoluto protagonista di uno spettacolo dove sarà possibile apprezzarlo in una versione inedita.

Dopo il debutto l’estate scorsa di “Da quando a ora in scena”, che riprenderà a novembre nella formazione con tutta la band, queste nuove date sono un’occasione unica per incontrare uno dei personaggi più eclettici del nostro tempo a suo agio nelle molteplici forme a cui ci ha abituato a farsi conoscere. 

In “Nudo e Crudo”  Giorgio Faletti diventa  attore e musicista di sé stesso, prendendo spunto dal suo libro autobiografico “Da quando a ora” (ed. Einaudi) porta in scena uno spettacolo dove con ironia e candore, umorismo e tenerezza si libera di ogni veste scenica e contrappunto musicale per muoversi e dare nuova vita al suo ultimo lavoro di autore.  

Ci sono aggettivi che descrivono e raccontano, altri che esplodono accanto al loro sostantivo. Nudo e crudo è un viaggio apparentemente dentro l’essenziale, in realtà dentro al tutto di Giorgio Faletti. La scenografia è assente, l’orchestra pure, i musicisti dentro la valigia, gli oggetti di scena abbandonati in camerino. Un artista, molte canzoni e parole, infinite emozioni. Si potrebbe dire che Nudo e crudo

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6 luglio alle 21.15,   Compagnia Mvula Sungani

 Anche quest’anno l’Estate Teatrale Veronese propone spettacoli di danza nella medievale Corte Mercato Vecchio, spazio particolarmente suggestivo e più raccolto e “intimista” rispetto a quello del Teatro Romano. Qui, dal 6 al 27 luglio, si esibiranno quattro compagnie di rilevanza nazionale, due delle quali con sede a Verona.

A inaugura la sezione danza, il 6 luglio alle 21.15, è la Compagnia Mvula Sungani che presenta, in un’ atmosfera fiabesca, Fantasia. «In un luogo in cui il reale si intreccia con l’irreale, in cui tutto può accadere, la danza – spiega il coreografo-direttore Mvula Sungani – viene spinta all’estremo e diventa acrobalance e teatro-circo con il corpo umano che prende forme e sembianze animali e vegetali. L’intento è creare un teatro globale che unisca danza, musica, parola ed elementi circensi per costruire un racconto unico, quello dell’anima. Il linguaggio del corpo viene usato per “scrivere” una storia tridimensionale, fatta di “sculture” che si trasformano in animali, di donne che si trasformano in antiche amazzoni. In questa nuova pièce , dove il mondo moderno si alterna e si fonde con quello antico, cerchiamo di condurre lo spettatore in un’atmosfera fiabesca. Un insieme di quadri onirici su celebri melodie del melodramma italiano e su canzoni d’autore,

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Non poteva iniziare con uno spettacolo più allegro e disturbante, questo 65° Festival Shakespeariano al Teatro Romano di Verona. Il mercante di Venezia, in prima nazionale con la regia di Valerio Binasco e Silvio Orlando nella parte di Shylock, è infatti una delle pièce più intriganti del grande Bardo inglese: in bilico tra la commedia e la tragedia,

accusata pure di antisemitismo e segnata da una costante vena di oscurità latente, il Mercante si rivela infine un'opera straordinariamente attuale e coinvolgente. La Popular Shakespeare Kompany ha voluto restituirla al pubblico veronese in tutte le sue sfumature e contraddizioni, tra le quali emerge immensa la figura dell'ebreo usuraio (Shylock, appunto) che chiese in pegno una libbra di carne umana al mercante Antonio.

In parallelo a queste tinte cupe, l'ironia domina lungo tutto lo spettacolo: non mancano le scene al limite del farsesco, e il pubblico ride spesso (e di gusto). Il tutto arriva quasi al punto di sfociare in caciara, ma (come nota Binasco) "è una caciara amara". Perché infine, se si vuole leggere tra le righe, lo spaccato della società che ci viene offerto non è tra i più lusinghieri: i personaggi sono in larga parte fatui e privi di spessore morale, tutti in balia delle capricciose fluttuazioni di sentimenti mai realmente

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