Dal 21 al 23 Gennaio 2014 ore 21.00
Teatro Nuovo Piazza Viviani
regia Saverio Marconi
regia associata Marco Iacomellicon Giampiero Ingrassia
di Mel brooksCompagnia della Rancia
testo Mel Brooks e Thomas Meehan - musica e liriche Mel Brooks
Regia e coreografie originali Susan Stroman
Rassegna teatrale Divertiamoci a Teatro
Sino a che punto la politica può condizionare l’arte? E svolgere un’attività artistica sotto un regime presuppone una connivenza o una tacita adesione a esso? Su queste tematiche coinvolgenti e sempre attuali si apre il 2014 del Grande Teatro che, per il primo appuntamento del nuovo anno – martedì 14 gennaio alle 20.45 al Nuovo – punta su un testo del drammaturgo sudafricano Ronald Harwood (1934), La torre d’avorio. Ne sono protagonisti Luca Zingaretti, che firma anche la regia dello spettacolo, e Massimo de Francovich. Il primo interpreta l’accusatore e l’altro l’accusato in un processo che deve stabilire se il famoso e apprezzato direttore d’orchestra tedesco Wilhelm Furtwängler (de Francovich) sia stato un sostenitore del nazismo visto che durante la guerra non ha mai lasciato la patria dove ha proseguito la sua attività nonostante le atrocità che Hitler stava compiendo. Siamo nella Berlino del 1946 e la “denazificazione”, ovvero la caccia a chi ha condiviso il regime o comunque non si è ribellato a esso, è in pieno svolgimento. Per il rozzo ufficiale americano, il maggiore Steve Arnold (Zingaretti), incaricato di svolgere le indagini su Furtwängler sottoponendolo

Domenica 19 gennaio alle ore 18.00, il Teatro Santa Teresa di Verona accoglie la prima de "L'isola di Alex", spettacolo liberamente tratta dal romanzo per ragazzi "L'isola in via degli Uccelli" di Uri Orlev, scrittore israeliano contemporaneo.
La rappresentazione, particolarmente adatta a bambini e ragazzi in età scolare, si propone come pensiero poetico e ricordo del dramma dell'Olocausto secondo una nuova lettura che fa della fantasia la chiave per un lieto fine.
Alfonso De Filippis, attore e regista, condurrà il pubblico in un percorso evocativo fatto di emozioni e di speranza, accompagnato dagli interventi musicali e vocali di Fabio Basile e Claudia Bidoli.
Sul palcoscenico, ad animare la narrazione, interverranno le scenografie e i burattini creati e manovrati da Maurizio Gioco.
L'evento, ideato dall'Associazione culturale Piccolo Universale in collaborazione con l'Associazione Italia Israele, è patrocinato dal Comune di Verona ed inserito nel calendario istituzionale delle manifestazioni legate alla "Giornata della Memoria".
Sinossi:
Rimasto drammaticamente solo, Alex, un bambino ebreo di undici anni, si nasconde tra le macerie di un palazzo bombardato nel ghetto di Varsavia. La sua unica compagnia è un topolino bianco che lui chiama Neve e che immagina sia come il Venerdì di Robinson Crusoe. Prima di essere catturato il padre gli ha promesso che sarebbe tornato a riprenderlo. E

Un testo di grande spessore etico, sferzante nella sua semplicità, capace di indagare a fondo tutte le contraddizioni della natura umana, specie quando posta di fronte alle prove più difficili, che non concedono compromessi. Lo porta in scena Luca Zingaretti, nella doppia veste di attore e regista: ma le due ore di spettacolo approdate questa settimana al Teatro Nuovo di Verona, stridono un poco di fronte alla grande altezza della loro sceneggiatura.
Il testo, intitolato originalmente Taking Sides, fu firmato nel 1995 da Ronald Harwood, scrittore ebreo nato in Sudafrica e con passaporto inglese. Come il titolo suggerisce, la questione qui posta in discussione è la necessità (o il problema) di “schierarsi”, di “prendere parte” di fronte ai problemi etici più incalzanti. Ma la traduzione dall’inglese di Masolino d’Amico, per quanto efficace ed equilibrata, scopre forse fin troppo le carte, scegliendo un titolo, La torre d’avorio, che rivela da subito il cardine attorno a cui ruotano le sue argomentazioni.
Siamo a Berlino, subito dopo il termine della Seconda Guerra Mondiale, durante i processi ai sostenitori del regime nazista. Sullo sfondo degli orrori di Norimberga, si distingue il caso di Wilhem Furtwangler, il più grande direttore d’orchestra tedesco, sottoposto a un’indagine preliminare per valutarne l’affinità al regime. Furtwangler (personaggio realmente esistito,

Autore, opera e regia
Fu il regista Mike Nichols a convincere Neil Simon (1927) a finire la commedia I ragazzi irresistibili. Simon - come egli stesso confessa nel libro Questa volta è la mia vita - ne aveva redatte varie stesure con personaggi dalle sfumature diverse.
La terza versione, che aveva come protagonisti due attori comici, Willie e Al, che per anni avevano condiviso il palcoscenico, fu quella buona, quella che conquistò Nichols.
Sulla scia dell’entusiasmo e del “via libera” datogli dall’amico regista, Simon vinse le sue personali resistenze e si mise alacremente al lavoro per ultimare la commedia. Nichols aveva visto giusto: al debutto, nel dicembre del 1973, l’opera ottiene grandissimo successo tanto da approdare, due anni dopo, al cinema. Il film (che conserva il titolo originale The Sunshine Boys) è diretto da Herbert Ross e ha come protagonisti Walter Matthau e George Burns.
Vent’anni più tardi, nel 1995, I ragazzi irresistibili viene ripreso per la tivù con altri due grandi interpreti: Woody Allen e Peter Falk. La commedia appartiene al periodo in cui la critica americana iniziava a considerare Simon non solo “il